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Stampa & Tributi del 31 luglio 2025

Fisco, sì alla proroga della riforma, rinvio sulle tasse locali

Lo scoglio delle quote dell’Irpef da assegnare a Regioni ed enti locali ferma la navigazione del capitolo federalista della delega fiscale. Ieri mattina la conferenza Unificata ha potuto solo prendere atto che per ora i margini per un’intesa fra Governo, presidenti di Regione e sindaci non ci sono, e ha rinviato il dossier a settembre. Il rinvio è condizionato all’approvazione finale del disegno di legge che proroga ad agosto 2026 il termine per esercitare la delega, senza il quale insieme al federalismo naufragherebbero gli interventi sui giochi e le tante misure ancora in cantiere per completare la riforma fiscale. Ma giusto ieri il Ddl, già approvato alla Camera, ha completato il passaggio in commissione Finanze al Senato e attende ora a stretto giro il voto finale dell’Aula. Senza la proroga, ha avvertito in conferenza Unificata il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, sarebbe indispensabile una riunione straordinaria della conferenza ad agosto, che sancirebbe il mancato accordo e imporrebbe al Governo di andare avanti in modo unilaterale. Ma il calendario più disteso che sarà ora confermato da Palazzo Madama non basta certo a risolvere il problema. Perché il rinvio finisce per spostare a settembre, e quindi a ridosso delle elezioni regionali già complicate in queste settimane dal sudoku dei candidati in entrambi gli schieramenti, la resa dei conti sulle possibilità effettive di attuare il federalismo, traslocandolo dal terreno facile della teoria a quello molto più impervio delle regole reali di finanza pubblica.

La conferenza stato città sancisce intesa sul recupero ICI degli Enti non commerciali 2006 – 2011

La Conferenza Stato-Città ed Autonomie Locali, in data odierna, ha espresso parere favorevole in merito allo schema di provvedimento attuativo previsto dall’articolo 16-bis del decreto-legge n. 131 del 2024, relativo al recupero dell’ICI non versata da parte di alcuni enti non commerciali per gli anni d’imposta dal 2006 al 2011. Il provvedimento si inserisce nel percorso di attuazione della sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 6 novembre 2018 e delle decisioni della Commissione europea che, già nel 2012 e successivamente nel 2023, hanno stabilito che l’esenzione dall’ICI concessa agli enti non commerciali in quel periodo rappresentava un aiuto di Stato non compatibile con le norme europee in materia di concorrenza. In concreto, il provvedimento prevede che alcuni soggetti — in particolare, coloro che abbiano presentato dichiarazioni IMU/TASI ENC nel 2012 o 2013 indicando importi superiori a 50.000 euro annui, o che siano stati raggiunti da accertamenti oltre tale soglia — dovranno presentare una dichiarazione specifica per il recupero dell’ICI dovuta nel periodo 2006-2011.

Un ticket per la rottamazione 5

P er l’accesso alla nuova rottamazione delle cartelle (la numero cinque) potrebbe essere richiesta una fee di ingresso pari a una percentuale, da denire, sugli importi del debito. Allo studio anche il percorso di versamento, per dieci anni, per almeno 10 rate insolute, un accesso al nuovo programma di smaltimento dei debiti con l’erario, non per tutti ma per i grandi debitori, cioè per i debiti sopra i 50 mila euro. Con una copertura ampia, però: no agli atti noticati entro il 31 dicembre 2023. Un ombrello quest’ultimo, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, più ampio e non solo limitato agli ultimi sei mesi 2023. Inne, si sta pensando anche una riedizione del saldo e stralcio al di sotto dei 50 mila euro, con un’ipotesi specica per i piccoli importi entro i cinquemila euro.I lavori di scrittura della rottamazione quinquies sono tutt’altro che conclusi, ma si stanno denendo le correzioni al testo di legge, al momento depositato in commissione bilancio del Senato, con l’intenzione, confermata più volte nelle scorse settimane, di farlo diventare parte integrante della prossima legge di bilancio.

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Il video

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Il podcast

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