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STAMPA & TRIBUTI

Stampa & Tributi del 29 gennaio 2024

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La Pa è sempre più tecnologicaAccertamento con più garanzieCompensazione crediti normataCorti ancora impreparate sulle udienze da remotoLa conoscenza legittima i motivi per relationemNotifica, adempimenti scongiurano decadenzaInteressi, prescrizione in 5 anni dalla notificaSocietà estinta: la notifica degli atti impositivi va fatta ai soci e non all’ex liquidatoreBeni merce senza Imu previa dichiarazioneAccatastamento urbano anche senza sopralluogoVerifica sull’abitatività per il regime Imu sul fabbricato ruraleCalcoli, rate e mancate riscossioni: Tari nel caos per le miniperequazioni

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La Pa è sempre più tecnologica

N el 2023 le identità digitali Spid hanno raggiunto in Italia quota 36,8 milioni, con un aumento del 10% rispetto all’inizio dell’anno, mentre le Carte d’identità elettroniche sono 41,2 milioni, con un incremento pari al 26%. Prosegue anche la crescita di piattaforme come PagoPa e l’appIO. Oltre che sul fronte della trasformazione digitale, passi in avanti sono stati compiuti lungo la penisola anche verso la transizione ecologica, soprattutto a seguito dell’introduzione del nuovo codice degli appalti pubblici, in vigore da luglio 2023, in cui si sancisce l’obbligo di prevedere nei bandi e negli avvisi pubblici i Cam (Criteri ambientali minimi) e i criteri sociali. A delineare lo scenario in continua evoluzione della pubblica amministrazione italiana è la nona edizione del report Barometro Pa curato, in collaborazione con l’Istituto Piepoli, da Fpa, società del gruppo Digital360

Accertamento con più garanzie

Rafforzata la tutela del contribuente in sede di emissione degli avvisi di accertamento

In sostanza, quindi, la posizione del contribuente emerge come maggiormente tutelata e più rispettosa dei principi della Costituzione, del diritto dell’Unione europea e della Convenzione europea dei diritti dell’uomo cui la nuova versione dello Statuto dichiara ora, espressamente, essere attuazione.

Compensazione crediti normata

L a compensazione dei crediti d’imposta, siano essi non spettanti ovvero inesistenti, ha trovato definitivamente una apposita normativa, racchiusa nel nuovo articolo 38-bis, inserito nel dpr 600/73, che ne disciplinerà definizione, termini accertativi, definizione delle sanzioni, iscrizione a ruolo ed impugnazione. Questo è quanto emerge dalla lettura del dlgs recante le disposizioni per l’accertamento tributario ed il concordato preventivo biennale approvato il 25 gennaio dal Consiglio dei ministri, in attuazione della legge delega per la riforma fiscale.

Corti ancora impreparate sulle udienze da remoto

Se una parte chiede la discussione in pubblica udienza e in presenza e un’altra parte chiede di discutere da remoto, la discussione avviene in presenza, fermo il diritto, per chi lo ha chiesto, di discutere da remoto. Nonostante la previsione, è emerso in questo ultimo periodo che alcune Corti di giustizia non sono ancora organizzate per accogliere tale richiesta. L’auspicio è che presto si adeguino al fine di non privare di ogni effetto la nuova disposizione.

La conoscenza legittima i motivi per relationem

L a conoscenza certa che il contribuente abbia avuto di un atto presupposto consente all’amministrazione di perfezionare l’obbligo motivazionale relativo al successivo atto trasmessogli, semplicemente con un richiamo “per relationem” del primo atto, già conosciuto per effetto di comprovata regolare notifica. E’ il noto canone ripreso dalla Cgt di I grado di Milano nella sentenza n. 2754/2023 emessa dalla sezione 9 e depositata lo scorso 21 luglio.

Notifica, adempimenti scongiurano decadenza

N on incorre in decadenza dalla notifica entro il quinquennio dell’avviso di accertamento per tributi locali il comune che ponga in essere ogni adempimento finalizzato alla notifica dell’atto impositivo al contribuente entro lo spirare del predetto termine ex legge n. 296/2006, a prescindere dalla successiva ricezione della parte. Sono le osservazioni rassegnate dalla Cgt di II grado del Lazio con la sentenza n. 4765/2023, depositata lo scorso 7 agosto.

Interessi, prescrizione in 5 anni dalla notifica

C osì come le sanzioni, pur annesse al tributo preteso con atto esattoriale ed avente prescrizione decennale, anche gli interessi sullo stesso si prescrivono nel termine di cinque anni dalla notifica della cartella. E’ quanto stabilito con la sentenza n. 2746/2023 emessa dalla sezione diciannove della Cgt di I grado di Milano, depositata lo scorso 21 luglio.

Società estinta: la notifica degli atti impositivi va fatta ai soci e non all’ex liquidatore

Sono valide ed efficaci le notificazioni di atti impositivi intestati a società, indifferentemente di capitali o di persone, estinta, se notificati, dopo l’estinzione, agli ex soci (anche collettivamente ed impersonalmente presso l’ultimo domicilio della società, analogamente a quanto previsto dall’art. 65, quarto comma, D.P.R. n. 600 del 1973 per il caso di morte del debitore), o anche solo a taluno degli ex soci, senza necessità dell’emissione di specifici atti intestati e diretti ai medesimi, giacché, a seguito dell’estinzione della società, si determina un fenomeno, pur peculiare, di tipo successorio in virtù del quale i soci subentrano nelle medesime obbligazioni inadempiute della società e, pertanto, ne rispondono, ancorché nei limiti di quanto riscosso a seguito della liquidazione o anche illimitatamente” a seconda della circostanza; ossia, se fossero limitatamente od illimitatamente responsabili per i debiti sociali”. E’ il principio espresso dalla Suprema Corte di Cassazione in occasione dell’Ordinanza N°753 del 09 gennaio 2024 .

Beni merce senza Imu previa dichiarazione

S olo per gli immobili non locati e per i quali sia presentata tempestiva dichiarazione attestante il possesso dei requisiti e gli identificativi catastali è riconoscibile l’esenzione dall’Imu per l’impresa che li ha costruiti e che li detenga come beni immobili destinati alla vendita. Lo ha stabilito la sezione quindicesima della Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio nella sentenza n. 2898/2023 del 15 maggio scorso.

Accatastamento urbano anche senza sopralluogo

L’ avviso di accertamento catastale emesso dall’ufficio erariale senza un preventivo sopralluogo sull’immobile è legittimo se i valori riportati per il nuovo classamento si allineano con quanto inserito nella dichiarazione ex art. 56 dpr n. 1142/1949 per l’accatastamento urbano, soprattutto se il risultato di essi si discosta solo lievemente dal valore proposto dalla parte. Sono questi i riferimenti forniti dalla sentenza n. 1235/2023 emessa dalla sezione prima della Cgt di I grado di Milano, depositata lo scorso 6 aprile.

Verifica sull’abitatività per il regime Imu sul fabbricato rurale

Può essere considerato come immobile strumentale, e quindi con Imu agevolata o pari a zero, se viene utilizzata come abitazione dei dipendenti agricoli assunti a tempo indeterminato o a tempo determinato con un numero di giornate superiore a 100

Calcoli, rate e mancate riscossioni: Tari nel caos per le miniperequazioni

Si preannuncia complessa la gestione della Tari per il 2024, non solo per la revisione biennale 2024-25 del Pef ma anche per l’introduzione di due quote aggiuntive che presentano diversi dubbi applicativi. Con la delibera 386/2023 (NT+ Enti locali & edilizia del 23 ottobre) l’Arera ha introdotto dal 2024 due componenti perequative, da indicare nelle bollette Tari, riguardanti i costi sostenuti a livello nazionale per la gestione dei rifiuti accidentalmente pescati (UR1, pari a 0,10 euro all’anno a utenza) e i costi delle agevolazioni a favore delle zone colpite da calamità (UR2, 1,50 euro all’anno a utenza). La delibera stabilisce le modalità di riversamento alla Cassa per i servizi energetici e ambientali (Csea), ma nulla dice sulla fase antecedente relativa alla bollettazione Tari. La prima questione è se queste quote aggiuntive rientrano nella base di calcolo del Tefa, addizionale della Tari tra l’1 e il 5%. Si dovrebbe propendere per il «no», considerato che le componenti perequative «non rientrano nel computo delle entrate tariffarie di riferimento per il servizio» (delibera 386/23). Anche la legge 60/2022, base normativa della prima componente, dispone che questa «si aggiunge alla tassa sui rifiuti», lasciando intendere che si tratta di un elemento fuori dal prelievo.

Addizionale Irpef, quattro opzioni ai Comuni

Il decreto Irpef che introduce l’imposta a tre aliquote avrebbe comportato un obbligo di adeguamento automatico per i Comuni che hanno differenziato l’aliquota dell’addizionale Irpef per scaglioni. Il Dl 138/2011 ha previsto che i Comuni possono stabilire aliquote dell’addizionale Irpef utilizzando solo gli stessi scaglioni di reddito stabiliti dalla legge statale, nel rispetto del principio di progressività. Ciò comporta, peraltro, l’impossibilità di accorpare scaglioni o di prevedere la stessa misura dell’aliquota per due scaglioni diversi (TAR Campania, sentenza 1839/2012). Naturalmente, rimane la possibilità per i Comuni di deliberare un’aliquota unica, con eventuale fascia di esenzione.richiesto alcune deroghe e semplificazioni per i Comuni, anche su richiesta di Anci. In particolare, l’articolo 3 del Dlgs 216/2023 al comma 3 prevede, per garantire la coerenza degli scaglioni dell’addizionale comunale all’Irpef con i nuovi scaglioni, una deroga del termine di approvazione della delibera, fissato al 15 aprile 2024 – e tale rimarrà anche in caso di eventuale ulteriore proroga del termine di approvazione dei bilancio – per consentire l’aggiornamento delle aliquote differenziate ai nuovi scaglioni.

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Il video

https://www.youtube.com/watch?v=NJDRGiCSDFo

Il podcast

https://open.spotify.com/show/5dDNIBPglFDEFeYAlRVvYu