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Stampa & Tributi del 28 Agosto 2025

L’estrazione dei dati nuovo presupposto della fiscalità digitale. Tributi locali falcidiabili negli accordi di ristrutturazione.
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L’estrazione dei dati nuovo presupposto della fiscalità digitale.

Nell’ultimo ventennio è risultato sempre più chiaro, però, che la fonte della parte largamente più rilevante del surplus economico si colloca nella dimensione aterritoriale di quell’infosfera che è costituita da beni immateriali, “dati” e algoritmi. Da un lato, si propone la riconsiderazione dei profili dell’economia digitale che maggiormente esibiscono un carattere territoriale. Dall’altro lato, si propugna l’elevazione del riferimento territoriale a livello dell’Unione Europea. E ciò non solo perché questo è il livello più coerente con la specifica cifra territoriale dei “dati”, ma anche perché i nuovi tributi sono funzionali al finanziamento della spesa pubblica per l’incentivazione di investimenti strategici comuni la cui competenza verrebbe assegnata all’Ue. Si recupera, così, quel fondamentale collegamento fra imposizione e spesa pubblica ingiustificatamente pretermesso da mere soluzioni di coordinamento fiscale.

Tributi locali falcidiabili negli accordi di ristrutturazione.

I tributi di cui sono titolari gli enti pubblici territoriali (Comuni, Città metropolitane, Province e Regioni), pur non potendo essere oggetto della transazione fiscale di cui all’articolo 63 del Codice della crisi, possono essere falcidiati nell’ambito degli accordi di ristrutturazione dei debiti di cui all’articolo 57 del medesimo codice (Adr), se l’accordo è comunque conveniente per l’ente creditore. Le spinte della Corte dei Conti Lo ha confermato il Tribunale di Forlì con la sentenza del 14 agosto, in conformità all’indirizzo da tempo espresso dalla Sezione regionale di controllo per la Toscana della Corte dei Conti (a cui aveva fatto seguito un’analoga pronuncia della Sezione regionale dell’Umbria), con la deliberazione 4/2021/ PAR del 15 giugno 2021, emessa in risposta a un quesito con cui un comune chiedeva se fosse legittima l’adesione a un accordo di ristrutturazione che prevedeva il pagamento parziale dell’Imu e delle relative sanzioni.

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