STAMPA & TRIBUTI

Stampa & Tributi del 16 Settembre 2025

Rottamazione con il freno. Cartelle, è impugnabile lo stop a riattivare il pagamento a rate. Tari, niente esenzione automatica per i luoghi di culto. Le chiese pagano la Tari. Perché il legislatore ha mantenuto in vigore la soggettività passiva in via mediata per i servizi di rete?. Per gli invalidi il posto di sosta riservato è un diritto. Il comune non può negarlo

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Rottamazione con il freno

Rottamazione, Giorgetti rimpicciolisce il perimetro e parla di un sollievo fiscale. «Tenuto conto il quadro d’insieme metteremo in fila le priorità. Nella nostra programmazione avevamo e abbiamo previsto il proseguimento del sollievo fiscale che abbiamo pensato e concepito per tutti». Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo ieri alla festa dell’Udc, spiega che la rottamazione delle cartelle e il taglio dell’Irpef fanno parte di un elenco di interventi che il governo intende mettere in campo. Tuttavia bisogna considerare anche delle spese aggiuntive, come ”gli impegni internazionali connessi alle spese della Difesa, al sostegno all’Ucraina” che, spiega il ministro, ”non sono gratis e che, quindi, sono un elemento nuovo che va considerato”. ”Ci sentiamo di confermare le previsioni macro per questi anni”. «Tenuto conto il quadro d’insieme metteremo in fila le priorità», assicura Giorgetti.

Cartelle, è impugnabile lo stop a riattivare il pagamento a rate

Lo stop alla riattivazione del precedente piano di dilazione con la riscossione è un atto contro cui si può presentare ricorso al giudice tributario. A sottolinearlo è la Cgt di secondo grado della Puglia con la sentenza 1918/28/2025. Il caso è scaturito dal provvedimento di rifiuto nei confronti di una società alla riattivazione della precedente rateizzazione del pagamento di alcune cartelle, dopo essere decaduta dalla definizione agevolata per la quale aveva pagato solo le prime due rate. La società ha presentato ricorso. I giudici di primo grado l’hanno accolto e hanno compensato le spese considerando che il provvedimento impugnato era privo di motivazione, perciò andava annullato. Da qui è scaturito l’appello dell’agente della riscossione poiché, a suo avviso, il ricorso introduttivo si doveva considerare inammissibile, dato che l’atto impugnato non rientrava tra quelli previsti dall’articolo 19 del Dlgs 546/1992.

Tari, niente esenzione automatica per i luoghi di culto

Per i luoghi di culto esclusa l’esenzione automatica dalla Tari. È il chiarimento fornito dal dipartimento delle Finanze con la risoluzione 1/DF/2025 che dirime i principali dubbi legati all’applicazione della tassa sui rifiuti anche a chiese e spazi religiosi da parte di alcuni comuni. Il dipartimento nella risoluzione prende le mosse da una dato certo: la normativa nazionale non contempla alcuna esenzione espressa per gli immobili destinati al culto, rimettendo di fatto alle amministrazioni locali la scelta di prevedere riduzioni o esenzioni all’interno dei propri regolamenti, purché a carico della fiscalità generale e non del gettito Tari.

Le chiese pagano la Tari

P er i luoghi di culto la legge non prevede nessuna esenzione automatica della Tari, ma i comuni hanno comunque la facoltà di prevedere nei regolamenti agevolazioni ad hoc se si riconosce che si tratta di “aree non idonee alla produzione di rifiuti”. Se invece il comune non inserisce nel proprio regolamento una specifica agevolazione, anche i luoghi di culto sono assoggettabili alla Tari, ma essendo superfici che non producono grandi quantità di rifiuti, la tariffa deve considerare il principio di “proporzionalità”. Questo è quanto contenuto nella risoluzione n.1/DF pubblicata il 15 settembre dal Dipartimento delle Finanze del Mef.

Perché il legislatore ha mantenuto in vigore la soggettività passiva in via mediata per i servizi di rete?

La risposta l’ha fornita il tribunale di Piacenza con la sentenza 207/2025 pubblicata il 6 maggio scorso, nel contenzioso Cup promosso da una primaria compagnia telefonica, nel quale è stata affrontata la tematica della cosiddetta soggettività passiva in via mediata, introdotta dal legislatore nel comma 831 della Legge 160/2019 grazie al primo emendamento disposto alla disciplina Cup ad opera della legge 178/2020. Il giudice piacentino ha respinto la domanda di annullamento dell’avviso di accertamento emesso dal Comune per tramite della sua concessionaria Cup che ha appoggiato le sue basi proprio sul principio della soggettività passiva in via mediata riconosciuta a carico della primaria corporate telefonica.

Per gli invalidi il posto di sosta riservato è un diritto. Il comune non può negarlo

Al cittadino titolare di contrassegno invalidi che presenta apposita istanza il Comune è sempre tenuto ad assegnare uno stallo di sosta riservato, salvo che riesca a dimostrare, con adeguata motivazione, la sussistenza di impedimenti all’assegnazione dovuti a problematiche relative alla viabilità e alla sicurezza. Lo afferma il Consiglio di Stato con l’ordinanza cautelare n. 3334 del 12 settembre 2025.

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Il video

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Il podcast

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