STAMPA & TRIBUTI

Stampa & Tributi del 12 Settembre 2025

Imu, ripartiti i contributi 2023 a ristoro del minor gettito sugli immobili occupati abusivamente. Rimborsi Imu retroattivi sugli immobili occupati. Rinuncia al ricorso consensuale. Google Earth anti abusi edilizi.

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Imu, ripartiti i contributi 2023 a ristoro del minor gettito sugli immobili occupati abusivamente

Pubblicato il decreto del ministero dell’Interno 18 luglio 2025, corredato dell’allegato A “Nota metodologica” e allegato B “Riparto del contributo”, relativo al fondo di 62 milioni di euro, per il ristoro ai Comuni delle minori entrate derivanti dall’esenzione Imu per gli immobili occupati abusivamente, parzialmente ripartito, per l’anno 2023, per un importo complessivo di 2.451.989 euro. Ne ha dato notizia il Viminale.

Rimborsi Imu retroattivi sugli immobili occupati

R imborsi Imu retroattivi sugli immobili occupati abusivamente. I proprietari hanno diritto al rimborso dell’Imu versata, a condizione che abbiano presentato regolare denuncia alle autorità competenti per i reati di violazione di domicilio o invasione di terreni o edifici (artt. 614, comma 2, e 633 del Codice penale), oppure abbiano avviato un’azione giudiziaria penale contestando l’occupazione. Lo ha stabilito la sezione terza della Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio nella sentenza n.2465/2025.

Rinuncia al ricorso consensuale

In caso di rinuncia al ricorso da parte del contribuente, le spese possono essere compensate e il giudizio può essere dichiarato estinto, solo se vi è una formale accettazione dell’amministrazione comunale. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, sezione tributaria, con l’ordinanza 21854 del 29 luglio 2025.

Google Earth anti abusi edilizi

S e Google Earth mostra che in una certa data il fabbricato non esisteva, spetta al proprietario provare con documenti oggettivi che esso fosse stato costruito prima del 1967, anno della “legge ponte”, per sottrarsi all’obbligo di titolo edilizio. Questa è la conclusione cui arriva il TAR Campania nella sentenza n. 6059/2025, pronunciata il 5 settembre scorso, che conferma l’ordinanza di demolizione di un immobile abusivo ubicato in provincia di Napoli proprio perché la sua datazione non è stata dimostrata in modo credibile. Google Earth ha giocato un ruolo cruciale nel procedimento giudiziario: le immagini satellitari allegate al verbale comunale di sopralluogo hanno mostrato che nel 2017 l’immobile oggetto della contestazione non era ancora costruito. Da qui l’impossibilità, per il proprietario, di sostenere che la costruzione fosse già esistita prima del 1967, in modo da beneficiare dell’esenzione prevista dalla legge ponte dall’obbligo di titolo edilizio.

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Il video

https://www.youtube.com/watch?v=a1HGIoHlkXM

Il podcast

https://open.spotify.com/show/5dDNIBPglFDEFeYAlRVvYu