La riscossione dei tributi per le amministrazioni comunali migliora. Il confronto tra 2023 e 2024 mostra, per l’Imu, un aumento del 12,54%, che porta gli incassi da 1,15 a 1,26 miliardi. Per la Tari, l’aumento è del 15,61%, con un passaggio da 383,9 a 443,8 milioni. Anche le sanzioni sono cresciute dell’8%. Sono i dati resi noti dalla Corte dei Conti, nella relazione annuale sulla gestione finanziaria degli enti locali, basata sugli incassi effettivi ricavati dal sistema telematico con cui il Ministero dell’Economia monitora i flussi di cassa delle amministrazioni pubbliche. Lo scorso anno nei conti correnti dei Comuni sono arrivati 35,6 miliardi di entrate tributarie, con un incremento del 12,4% rispetto all’anno precedente, una variazione che ha molte spiegazioni. Da un lato la conseguenza sulle addizionali della corsa dell’Irpef nazionale, come rileva “Il Sole 24 ore” e, dall’altro, lo stesso quotidiano sottolinea “un affinamento dei meccanismi di riscossione che molti Comuni stanno attuando nel tentativo di tamponare la falla più delicata nei loro bilanci. Spesso è sufficiente mandare avvisi in modo più tempestivo, aggiornare le banche dati e intensificare l’uso di strumenti digitali come quelli offerti da PagoPa per rivitalizzare le voci di entrata”. Un esempio significativo è quello di Roma, dove nel 2024 hanno individuato per la sola Tari 120mila evasori e 218mila morosi, hanno aumentato del 53% gli incassi complessivi ed hanno così potuto muovere i primi passi nella riduzione della tariffa.
