Oltre 50mila lettere di compliance ai contribuenti che hanno usufruito di agevolazioni fiscali per lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica. In questo modo l’Agenzia delle Entrate ha avviato una vasta campagna di controlli sui bonus edilizi. L’obiettivo dell’Agenzia è quello di verificare la coerenza tra gli interventi dichiarati e la rendita catastale degli immobili coinvolti, un elemento decisivo per determinare il corretto carico fiscale. Il Fisco si avvale di un sistema di analisi automatizzata che incrocia l’ammontare dei bonus fruiti, come Superbonus, Ecobonus e Sismabonus, con i dati catastali. Quando l’entità dei lavori risulta sproporzionata rispetto alla rendita dell’immobile, viene inviata una comunicazione. Le lettere servono a segnalare anomalie riscontrate e invitano i contribuenti a regolarizzare la propria posizione entro 30 giorni. I contribuenti hanno la possibilità di correggere spontaneamente eventuali errori, aggiornando la rendita catastale senza incorrere in sanzioni. Ma se il contribuente ignora la comunicazione può scattare un accertamento d’ufficio, con possibili sopralluoghi e sanzioni fino a 8200 euro per unità immobiliare. Il contribuente deve dimostrare la legittimità dei dati e la correttezza del bonus ricevuto. Questo vuol dire dover produrre una documentazione edilizia completa e, nei casi di immobili in condominio, coinvolgere amministratori e tecnici abilitati. Secondo Confedilizia, in seguito a lavori agevolati la rendita catastale può aumentare anche del 15% con conseguenze dirette sull’Imu.
