Si esaminano, di seguito, le norme considerate dalla relazione tecnica nonché le altre disposizioni che presentano profili di carattere finanziario.
Legge Accertamento e Riscossionetributi in genere

Pubblicato il dossier con i profili di quantificazione della delega fiscale

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l disegno di legge in esame conferisce al Governo la delega per la riforma fiscale.
È oggetto della presente Nota il testo risultante dalle proposte emendative approvate dalla
Commissione di merito (VI, Finanze) e trasmesso alle Commissioni competenti in sede
consultiva per l’acquisizione dei rispettivi pareri.
Il disegno di legge una delega legislativa per la revisione del sistema fiscale, fissando all’articolo 1 i principi
e criteri direttivi generali cui il Governo deve attenersi nell’esercizio della stessa. Principi e criteri direttivi di
carattere specifico, riferiti ai singoli ambiti di intervento della delega sono riportati agli articoli da 2 a 8.
L’articolo 9 prevede invece una ulteriore e specifica delega al Governo per la codificazione in materia
tributaria.
Le disposizioni di carattere finanziario sono riportate all’articolo 10 che reca sia una clausola
di invarianza finanziaria (comma 1), riferita all’attuazione delle deleghe di cui agli articoli 1
e 9, sia il rinvio (comma 2) a specifiche modalità di copertura per la compensazione dei
nuovi o maggiori oneri derivanti dai decreti legislativi che non trovino compensazione
all’interno dei medesimi provvedimenti.
In particolare, è previsto l’utilizzo delle risorse del fondo di cui all’articolo 1, comma 2, della legge di bilancio
2021 (legge n. 178 del 2020), entro specifici limiti di spesa, eventualmente integrati in base a quanto previsto dal comma 5 del medesimo articolo 1, che rimette alla Nadef l’individuazione delle risorse aggiuntive da riversare al medesimo fondo.
Sempre al comma 2 dell’art. 10 è previsto infine il richiamo al meccanismo procedurale di cui all’articolo 17, comma 2, della legge n. 196 del 2009 (legge di contabilità e finanza pubblica), che prevede la possibilità, per la complessità della materia trattata, di rinviare la quantificazione e la copertura degli oneri derivanti dall’attuazione delle deleghe al momento dell’adozione dei decreti legislativi attuativi.
Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge di contabilità pubblica, concernente la copertura finanziaria delle leggi in attuazione dell’articolo 81 della Costituzione, le leggi di delega comportanti oneri recano i mezzi di copertura necessari per l’adozione dei relativi decreti legislativi. Tuttavia nei casi in cui, in sede di conferimento della delega, per la complessità della materia trattata, non sia possibile procedere alla determinazione degli effetti finanziari derivanti dai decreti legislativi, la quantificazione degli stessi è effettuata al momento dell’adozione dei singoli decreti legislativi e i decreti legislativi dai quali derivano nuovi o maggiori oneri sono emanati solo successivamente all’entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie.
Il testo iniziale del disegno di legge è corredato di relazione tecnica, che risulta tuttora utilizzabile ai fini della verifica delle quantificazioni sebbene il provvedimento sia stato modificato nel corso dell’esame in sede referente. Gli emendamenti approvati dalla Commissione non sono invece corredati di relazione tecnica.
Si esaminano, di seguito, le norme considerate dalla relazione tecnica nonché le altre disposizioni che presentano profili di carattere finanziario.

In particolare per quanto riguarda il Catasto il dossier prevede

ARTICOLO 6
Modernizzazione degli strumenti di mappatura degli immobili e revisione del catasto fabbricati
La norma individua principi e criteri direttivi, ulteriori rispetto a quelli elencati nell’articolo 1, che il Governo deve osservare per modificare la disciplina relativa al sistema di rilevazione catastale al fine di modernizzare gli strumenti di individuazione e di controllo delle consistenze dei terreni e dei fabbricati (comma 1).
In particolare, si prevedono i seguenti princìpi e criteri direttivi:
d) prevedere strumenti da porre a disposizione dei comuni e dell’Agenzia delle entrate, atti a facilitare e
ad accelerare l’individuazione e, eventualmente, corretto classamento delle seguenti fattispecie:
1) gli immobili attualmente non censiti o che non rispettano la reale consistenza di fatto, la relativa
destinazione d’uso ovvero la categoria catastale attribuita;
2) i terreni edificabili accatastati come agricoli;
3) gli immobili abusivi, individuando a tale fine specifici incentivi e forme di valorizzazione delle attività
di accertamento svolte dai comuni in questo ambito, nonché garantendo la trasparenza delle medesime
attività;
e) prevedere strumenti e modelli organizzativi che facilitino la condivisione dei dati e dei documenti, in via
telematica, tra l’Agenzia delle entrate e i competenti uffici dei comuni nonché la loro coerenza ai fini
dell’accatastamento delle unità immobiliari.
Si dispone, inoltre, che il Governo sia altresì delegato a prevedere, con i decreti legislativi
di cui all’articolo 1, l’integrazione delle informazioni presenti nel catasto dei fabbricati in
tutto il territorio nazionale, da rendere disponibile a decorrere dal 1° gennaio 2026, secondo
specifici principi e criteri direttivi (comma 2).
In particolare si individuano i seguenti principi e criteri direttivi:
a) prevedere che le informazioni rilevate secondo i princìpi di cui al presente comma non siano
utilizzate per la determinazione della base imponibile dei tributi la cui applicazione si fonda sulle
risultanze catastali e, conseguentemente, per la determinazione delle agevolazioni e dei benefici
sociali;
b) prevedere che sia indicata per ciascuna unità immobiliare, oltre alla rendita catastale risultante a
normativa vigente e sulla base dei dati nelle disponibilità dell’Agenzia delle Entrate, anche una
ulteriore rendita, suscettibile di periodico aggiornamento, determinata utilizzando i criteri previsti
dal decreto del Presidente della Repubblica del 23 marzo 1998, n. 138 (Regolamento recante norme
per la revisione generale delle zone censuarie, delle tariffe d’estimo delle unità immobiliari urbane
e dei relativi criteri), ove necessario, tenendo anche conto:
1) dell’articolazione del territorio comunale in ambiti territoriali omogenei di riferimento;
2) della rideterminazione delle destinazioni d’uso catastali, distinguendole in ordinarie e speciali;
3) dell’adozione di unità di consistenza per gli immobili di tipo ordinario;
c) prevedere nella consultazione catastale l’accesso alla banca dati dell’Osservatorio del mercato
immobiliare;
d) prevedere, per le unità immobiliari riconosciute di interesse storico o artistico, adeguate riduzioni
del valore patrimoniale medio ordinario che tengano conto dei particolari e più gravosi oneri di
manutenzione e conservazione nonché del complesso dei vincoli legislativi rispetto alla
destinazione, all’utilizzo, alla circolazione giuridica.
Infine, il Governo è delegato a prevedere:
– che una quota dell’eventuale maggiore gettito derivante dalle attività di cui al comma
1 sia destinato alla riduzione dell’imposizione tributaria sugli immobili e sia prevalentemente attribuita ai comuni ove si trovano gli immobili interessati dalle disposizioni di cui al medesimo comma 1 (comma 2-bis);
– procedimenti amministrativi semplificati e modalità di collaborazione tra i Comuni
e l’Agenzia delle entrate, affidando a quest’ultima anche i compiti di indirizzo e
coordinamento (comma 2-ter).
La relazione tecnica, riferita al testo iniziale, evidenzia che alla disposizione in esame non
si ascrivono effetti di natura finanziaria sul lato delle entrate, stante la prevista invarianza
della base imponibile dei tributi, la cui determinazione continuerà a fondarsi sulle risultanze
catastali vigenti, ai sensi del criterio di delega di cui al comma 2, lett. a). Ai fini della
valutazione dei possibili effetti finanziari sul lato degli oneri di spesa derivanti dalla
disposizione, la RT afferma che, allo stato attuale, non si ritiene possibile effettuarne una
specifica quantificazione, tenuto conto della genericità delle previsioni contenute nella legge
delega, che individuano solo i criteri direttivi della riforma, anche tenendo conto che
dovranno essere individuate le attività necessarie al previsto completamento del set
informativo integrato da rendere disponibile a decorrere dal 1° gennaio 2026.
Tali effetti finanziari saranno, pertanto, quantificati in sede di predisposizione dei decreti
delegati, ai sensi dell’articolo 10 della legge delega.
In merito ai profili di quantificazione, si rileva che la disposizione reca gli specifici principi
e criteri direttivi per l’esercizio della delega di cui all’articolo 1 per quanto attiene alla modifica
del sistema di rilevazione catastale degli immobili. A tal fine sono previsti nuovi strumenti da
porre a disposizione dei comuni e dell’Agenzia delle entrate, atti a facilitare l’individuazione e
il corretto classamento degli immobili.
In proposito si evidenzia che la disposizione di cui al comma 2, lett. a), non modificata nel
corso dell’esame in sede referente, stabilisce che le informazioni rilevate secondo i principi
previsti non saranno utilizzate per la determinazione della base imponibile dei tributi la cui
applicazione si fonda sulle risultanze catastali. Con disposizione introdotta nel corso dell’esame
in sede referente, il criterio di delega è stato integrato escludendo altresì l’incidenza delle
predette informazioni per la determinazione delle agevolazioni e dei benefici fiscali.
All’esercizio della delega pertanto, la relazione tecnica non ascrive effetti finanziari sul lato
delle entrate, stante la prevista invarianza della base imponibile dei tributi. Con riferimento
invece ai possibili oneri in termini di maggiore spesa (derivanti dai numerosi compiti che saranno chiamati a svolgere le amministrazioni pubbliche e gli enti locali), la RT afferma che allo stato attuale, non si ritiene possibile effettuarne una specifica quantificazione, tenuto conto della genericità delle previsioni contenute nella legge delega: tali effetti finanziari saranno, pertanto, quantificati in sede di predisposizione dei decreti delegati, ai sensi dell’articolo 10. In proposito appare comunque opportuno acquisire la valutazione del Governo e gli elementi a disposizione dell’Amministrazione circa l’impatto finanziario, almeno in linea di massima, atteso dal complesso degli adempimenti necessari per la modifica del sistema di rilevazione catastale.

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