NOVITA’ IN ARRIVO SUL FRONTE DELLA RISCOSSIONE ESATTORIALE: LE ANTICIPAZIONE DEL MEF

a cura del dott. Daniele Brancale

Arrivano buone notizie per i contribuenti che si ritrovano a dover gestire il proprio debito (rateizzazioni, definizioni agevolate, notifiche) nei confronti dell’Agente della Riscossione, alla luce dell’ormai corrente nonché consolidata ripresa delle attività ordinarie svolte da quest’ultimo.

E’ a tutti noto, infatti, che a far data dal 1° settembre scorso sono ripartite (seppur gradualmente) le notifiche di milioni di cartelle esattoriali, molte delle quali riferite al periodo oggetto di sospensione per effetto dei vari provvedimenti normativi succedutesi nel corso della pandemia (08.03.2020 – 31.08.2021).

Oltre a ciò, abbiamo assistito, inoltre, alla ripresa dei pagamenti delle rate afferenti i piani di definizione agevolata (rottamazione ter e saldo e stralcio), con le scadenze fissate dall’ultimo Decreto “Sostegni bis” (31 luglio – 31 agosto – 30 settembre – 31 ottobre – 30 novembre).

Senza dimenticare, tuttavia, che il 30 settembre scorso scadeva il termine per riportare il numero delle rate non pagate al di sotto delle 10, in relazione a tutti quei piani di rateazione che alla data dell’8.03.2021 (data di inizio delle varie sospensioni legate al COVID) risultavano ancora “in essere”.

Proprio al fine di mitigare gli effetti deleteri che una ripartenza cosi brusca ed invasiva potrebbe generare sulle sorti di un intero comparto economico, il MEF ha fatto sapere -per il tramite di una risposta fornita ieri in seguito ad un’interrogazione parlamentare – che all’interno del Decreto fiscale (c.d. “Collegato alla Manovra”) di prossima emanazione (il CDM per la discussione è fissato per il week end) sarà inserito un pacchetto di misure ad hoc, riguardanti il tema della riscossione esattoriale.

Tra queste, con elevato grado di probabilità, troveremo:

a) Termini di pagamento più ampi per le cartelle esattoriali notificate dal 1° settembre in avanti. Da quello che filtra, sembrerebbe che si sia trovato un compromesso su un termine di 120 giorni dalla notifica, in luogo del canonico termine dei 60 giorni.

b) Rimodulazione dei termini per pagare le rate della rottamazione ter e del saldo e stralcio, con una sorta di “ripescaggio” per tutti coloro che non sono riusciti ad adempiere ai versamenti nell’ordine delle scadenze (nuove) stabilite dal recente Decreto Sostegni bis.

c) Estensione del numero di rate (18 e non più 10) il cui mancato pagamento determinerebbe la decadenza dei provvedimenti di rateazione in corso alla data del 08.03.2021 (inizio pandemia).

Tale ultima misura – a nostro parere più che necessaria – dovrebbe consentire di riprendere i  vecchi piani di dilazione senza vedersi costretti (nella prassi, ipotesi neanche più percorribile, essendo decorso il termine del 30 settembre) a dover pagare un numero di rate pari a 9 in un’unica soluzione.

Ipotesi, che con ogni probabilità ha trovato un riscontro più che negativo, essendo in qualche maniera impensabile che un’attività economica lacerata dalla pandemia avrebbe avuto, poi, la forza di disporre agevolmente di una somma tale da poter adempiere al versamento – in un’unica soluzione – di ben 9 rate.

Alla luce di quanto appena descritto, si auspica – pertanto – che il provvedimento annunciato possa veder luce anche molto rapidamente, se si condera che, in alcuni casi (attualmente molto numerosi) la decadenza di una dilazione o, del pari, l’impossibilità di ottenerne una nuova, corrispondono anche alla mancata possibilità di poter disporre di quei documenti – quale, ad esempio, il DURCche permettono verosimilmente ad un’azienda di riuscire ad ottenere vantaggi – fiscali e previdenziali – di non poco conto.

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