CONTENZIOSOtributi in genere

NIENTE IPOTECA SULLA CASA SE IL CONTRIBUENTE FA PACE COL FISCO

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Se i contribuenti collaborano, è giusto cercare di aiutarli. Dalla commissione Finanze della Camera arriva una sollecitazione al Governo a trovare forme di mitigazione per i contribuenti che si dimostrino collaborativi nei confronti dell’amministrazione finanziaria, con un occhio particolare per la prima casa.  Tra le osservazioni della commissione figura una richiesta di divieto di ipoteca di prima casa, nell’eventualità in cui il debitore appartenente ad un nucleo con figli a carico proponga il pagamento bonario del debito fiscale oppure chieda di definire il contenzioso nel caso in cui abbia impugnato i titoli su cui si fonda la pretesa esecutiva. In tutti questi casi, nel parere approvato alla Camera si richiede che venga prevista la più ampia rateizzazione del debito senza altri interessi. Nei casi di contenzioso, la commissione chiede che venga introdotto un meccanismo simile alla definizione delle liti pendenti, con il pagamento di una percentuale del credito e quindi senza sanzioni ed interessi. Le iniziative contro il patrimonio devono essere sospese o revocate nel caso in cui venga pubblicata una sentenza (anche non definitiva) nei confronti del nucleo famigliare. La commissione punta a limitare il meccanismo del discarico automatico dei crediti nell’eventualità in cui l’agente della riscossione ravvisi gli elementi in base ai quali non si può procedere al recupero dei crediti e li restituisca all’ente creditore. L’obiettivo è quello di prevedere che il meccanismo automatico non riguardi le casse previdenziali private. Un’altra esclusione viene richiesta per le quote affidate all’agente della riscossione per le quali pendono azioni giudiziali e di recupero e per le quali sono in corso accordi in base al Codice della crisi d’impresa. La prima casa viene citata nuovamente, nel caso di riaffidamenti dei carichi, per cui vengono elencati i “precisi limiti” per l’espropriazione. Il riaffidamento va affidato a società che siano iscritte nell’albo dei riscossori e devono essere chiamate a utilizzare l’ingiunzione fiscale.