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NAPOLI, I GIUDICI TRIBUTARI CHIEDONO ALLA CASSAZIONE DI CHIARIRE SE LA SOCIETA’ DI RISCOSSIONE SIA IN POSSESSO DEI REQUISITI

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Napoli Obiettivo Valore non è iscritta all’albo delle società di riscossione. La società che si occupa dell’accertamento e della riscossione per il Comune di Napoli non figura nell’elenco previsto dall’articolo 53 del decreto legislativo n.446 del 1997. Per questa ragione la Corte di Giustizia tributaria di primo grado di Napoli ha disposto il rinvio pregiudiziale alla Corte di Cassazione di un avviso di accertamento emesso da Napoli Obiettivo Valore. Toccherà alla Cassazione dirimere una questione essenziale. La Corte dovrà decidere se sia validamente ed efficacemente costituita la società di progetto che si occupa di riscossione. Alla società spetta riscuotere per l’amministrazione napoletana. Tuttavia dagli atti risulta che “il soggetto societario non è iscritto né nell’albo di cui all’articolo 53 decreto legislativo 15 dicembre 1997 n.446 né nella relativa sezione separata del di cui all’articolo 1, co.805, l.27 dicembre 2019, n.160”. Nello stesso tempo, i giudici tributari hanno disposto la sospensione dei ricorsi sulle ingiunzioni di pagamento. Presso il Ministero delle Finanze è istituito l’albo dei soggetti privati abilitati ad effettuare attività di liquidazione e di accertamento dei tributi e quelle di riscossione dei tributi e di altre entrate delle province e dei comuni. L’ordinanza del 23 maggio scorso si concentra, dunque, su un tema fondamentale.

La società sta operando per conto del Comune per la riscossione dei tributi. 35 milioni è la cifra che, fino a questo momento, la società ha riscosso dai contribuenti napoletani per Imu, Tari e contravvenzioni non pagate. C’è il rischio che gli atti emessi finora da NOV risultino nulli. Da Palazzo San Giacomo si dicono sereni. E tuttavia i dubbi restano. Napoli Obiettivo Valore è una società di progetto partecipata al 100% da Municipia e dal Comune. All’agente delle riscossioni sono state affidate un anno fa tutte le cartelle esattoriali relative all’ingente mole dei residui attivi del Comune. La costituzione di NOV è avvenuta sulla base di una procedura di gara in seguito alla quale il Comune ha disposto l’aggiudicazione della concessione in favore della società Municipia. Successivamente NOV è subentrata nella posizione del Concessionario.

Ma l’iscrizione della società al suddetto albo è una condizione necessaria per poter effettuare l’attività di riscossione, anche perché sulla base delle iscrizioni vengono poi fatti i controlli di legge sui membri del Cda. Un altro tema toccato nell’ordinanza dei giudici tributari è quello del rispetto del tetto minimo del capitale sociale che non deve essere inferiore ai 5 milioni di euro. NOV ha un capitale di 1 milione387mila euro. Se la Corte di Cassazione dovesse accogliere la tesi dei ricorrenti, si rischia l’annullamento degli avvisi di pagamento già notificati che sono stati nel frattempo impugnati. La questione sollevata dai giudici tributari è la seguente: “Dica la Corte di Cassazione se, in materia tributaria, secondo la lettura costituzionalmente orientata del codice degli appalti, sia validamente ed efficacemente costituita una società di progetto avente ad oggetto l’accertamento e la riscossione fiscale, non iscritta (perché impossibilitata a farlo) sia nell’albo previsto dall’articolo 53 decreto legislativo, che nella relativa sezione separata, sul presupposto che essa mutui dalla società aggiudicataria (iscritta nell’albo predetto e socia unica della società di progetto) i requisiti prescritti per legge”. La tesi della società, infatti, è che NOV mutuerebbe da Municipia i requisiti previsti per legge. Ma la NOV avrebbe dovuto in ogni caso richiedere ed ottenere l’iscrizione all’albo. Spetta alla Cassazione il verdetto definitivo. Per le cartelle impugnate, i processi sono sospesi in attesa della pronuncia. Per gli avvisi che non stati impugnati, il debito è diventato definitivo. Nei confronti di chi non paga, la società potrebbe attivare pignoramenti e fermi amministrativi.