Cinque avvisi di pagamento inviati da due società differenti, almeno in apparenza. E’ per questo motivo che gli avvisi sono stati annullati dalla giustizia tributaria. Gli avvisi di pagamento della Tari sono stati inviati dal Comune di Napoli ad un contribuente che si è rivolto alla giustizia tributaria per chiederne l’annullamento. E il giudice ha dato ragione al contribuente, su 5 avvisi di accertamento della Tari dal 2018 al 2022. “Gli avvisi- scrive il giudice Elefante- si presentano poco decifrabili già dall’intestazione che riporta due società distinte e cioè Municipia e Napoli Obiettivo Valore, laddove l’atto di accertamento non può che essere imputato se non a un solo soggetto giuridico”. Municipia è la società che nel 2023 si è aggiudicata la gara per la riscossione del Comune di Napoli. Ma a firmare il contratto con l’ente è stata invece Napoli Obiettivo Valore che non è iscritta all’albo delle società che effettuano la riscossione. E per questa ragione molti contribuenti hanno fatto ricorso. Si è arrivati dalla giustizia tributaria fino alla Cassazione. Che però non si è mai espressa perché una norma nazionale nello scorso mese di febbraio ha stabilito che Nov può operare, perché derivante da Municipia. Ma in due ordinanze recenti i giudici tributari hanno chiamato in causa la Corte Costituzionale, alla quale toccherà risolvere l’enigma.
