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LITI PENDENTI, LA GESTIONE DEL CONTENZIOSO RIENTRA TRA LE COMPETENZE DEI FUNZIONARI COMUNALI

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Nel processo tributario, il funzionario responsabile dell’ente locale non ha bisogno di una delega per proporre appello contro la sentenza di primo grado. La gestione del contenzioso rientra tra le sue competenze essendo un’attività necessaria per difendere l’amministrazione. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con un’ordinanza dell’8 maggio 2024. Dirigenti e funzionari possono assistere le amministrazioni locali in giudizio, dunque, senza necessità di una specifica autorizzazione. Il sindaco ha il potere di rappresentare l’amministrazione comunale e di conferire la procura speciale al difensore, nell’eventualità di un affidamento dell’assistenza tecnica a un professionista abilitato. Gli stessi poteri di rappresentanza processuale, senza necessità di particolari autorizzazioni, sono conferiti ai dirigenti, ma solo nei giudizi innanzi alle corti di giustizia tributaria. Solo il sindaco, invece, ha la rappresentanza legale nei processi davanti alla Corte di cassazione.

L’articolo 11, comma 3 del decreto legislativo 546/1992 prevede che la rappresentanza dell’ente locale nel processo tributario spetti anche ai dirigenti dell’ufficio tributi o, in alternativa, ai titolari di posizione organizzativa. Pertanto, l’amministrazione nei cui confronti è proposto il ricorso può stare in giudizio anche mediante il dirigente dell’ufficio, ovvero, per gli enti locali privi di figura dirigenziale, mediante il titolare di posizione organizzativa. La disciplina processuale impone l’obbligo dell’assistenza tecnica solo per le parti private ricorrenti, diverse dalle amministrazioni pubbliche (agenzie fiscali, enti locali) o di chi agisce per loro conto (società concessionarie).
Sempre la Cassazione, con un’ordinanza successiva, ha chiarito che gli enti locali hanno diritto al ristoro delle spese processuali e all’onorario per l’attività difensiva svolta dai propri dirigenti o funzionari, in caso di esito favorevole delle cause tributarie. Quindi, se l’ente impositore risulti vittorioso ha diritto alla liquidazione del compenso per l’attività giudiziale svolta dai propri dipendenti.