La bolletta – Tariffe e consumi

Che cosa si paga con la bolletta?

Attraverso le tariffe fatturate in bolletta vengono coperti i costi efficienti del servizio. Infatti, sebbene la materia prima, ovvero la risorsa idrica sia pubblica e gratuita, per renderla disponibile è necessaria una complessa rete di infrastrutture composta da grandi acquedotti di adduzione, da serbatoi e da reti di distribuzione la cui costruzione e relativa gestione  è invece onerosa. Non solo, le acque reflue scaricate devono essere collettate e depurate prima di essere restituite all’ambiente, pertanto vengono convogliate attraverso le fognature ai depuratori, impianti complessi e indispensabili per proteggere l’ambiente dall’inquinamento.

I costi del servizio possono essere classificati in due macro categorie: i costi operativi e i costi di investimento. I costi operativi sono quelli per la gestione operativa degli impianti, quali – a titolo esemplificativo – i costi di energia per far funzionare le pompe di sollevamento o i costi del personale. I costi di investimento sono invece quelli relativi alla manutenzione delle reti e degli impianti, necessarie per mantenere la loro funzionalità nel tempo, e quelli per la realizzazione dei nuovi impianti laddove necessari.

Come si compone il corrispettivo applicato in bolletta?

Nella bolletta per il servizio idrico integrato vengono indicati i corrispettivi dovuti per i diversi servizi che lo compongono (acquedotto, fognatura, depurazione) e di cui l’utente effettivamente fruisce (ad esempio, dove gli impianti di depurazione non esistono o non sono funzionanti, la tariffa non può comprendere il corrispettivo di depurazione).

L’articolazione dei corrispettivi è stata definita dall’Autorità ed è omogenea in tutto il territorio nazionale. Ognuno dei corrispettivi è composta da:

  • una quota fissa, indipendente dal consumo di acqua, espressa in euro/anno;
  • una quota variabile, in relazione al consumo di acqua, espressa in euro/mc.

La quota variabile per fognatura e depurazione mantiene lo stesso valore per qualunque livello di consumo annuo, mentre quella per acquedotto è articolata in fasce di consumo annuo. Per le utenze domestiche residenti deve essere prevista una prima fascia agevolata, applicata al quantitativo essenziale di acqua necessario a soddisfare i bisogni fondamentali (almeno 50 litri/abitante/giorno, che corrispondono a 18,25 mc/abitante/anno).

Con la bolletta vengono inoltre fatturate le componenti tariffarie UI, definite dall’Autorità per coprire oneri di carattere generale, e l’imposta sul valore aggiunto (Iva).

Per le utenze domestiche è vietato fatturare un minimo impegnato (ossia un ammontare fisso di consumi indipendentemente da quelli effettivi).
Riferimenti:

  1. Atto 665/2017/R/idr Testo integrato corrispettivi servizi idrici (TICSI), Allegato A

Che cosa è la quota fissa?

È la parte del prezzo, espressa in Euro/anno, che si paga per avere la fornitura attiva, anche in assenza di consumo.

La quota fissa viene applicata in bolletta in quote mensili o giornaliere.

Le quote fisse servono a coprire gli oneri sopportati per mettere il sevizio idrico a disposizione degli utenti, in quantità e qualità sufficienti, indipendentemente dal consumo effettivo che costoro ne fanno.

La quota fissa non va confusa con il minimo impegnato, ossia l’addebito di un costo per un ammontare fisso di consumi indipendentemente da quelli effettivi. Oggi per le utenze domestiche è vietato addebitare un minimo impegnato.

Perché la tariffa non è uguale su tutto il territorio nazionale?

Le tariffe del servizio idrico sono diverse sul territorio nazionale, perché seguono il principio della copertura dei costi efficienti di esercizio e di investimento e detti costi per la fornitura del servizio risultano molto differenziati tra le diverse aree del Paese. Si pensi, ad esempio, alla differenza tra quelle zone in cui, per le caratteristiche geomorfologiche del terreno, l’acqua per raggiungere le utenze deve essere sollevata con un rilevante impiego di energia e quelle in cui invece è possibile trasportarla a gravità senza l’ausilio di impianti di sollevamento.

Mentre le tariffe possono variare da gestione a gestione, la metodologia di calcolo delle stesse è uguale su tutto il territorio nazionale, ovvero l’Autorità individua – secondo il metodo tariffario applicabile in tutto il Paese – le componenti di costo che possono essere ammesse al riconoscimento tariffario.

Che cosa sono le componenti UI presenti in bolletta?

Le componenti UI sono componenti tariffarie perequative definite dall’Autorità che i gestori devono applicare obbligatoriamente a tutti i propri utenti e sono destinate rispettivamente:

  • la componente UI-1, alla copertura delle agevolazioni tariffarie concesse a favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici;
  • la componente UI-2, per la promozione della qualità contrattuale dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione;
  • la componente UI-3, alla copertura dei costi del bonus acqua. Questa componente è applicata alla sola quota variabile di acquedotto, a tutte le utenze diverse da quelle che beneficiano del bonus;
  • la componente UI-4, alla copertura dei costi di gestione del Fondo di garanzia per le opere idriche.

Riferimenti:

  1. Atto 6/2013/R/com UI-1
  2. Atto 529/2013/R/com UI-1
  3. Atto 664/2015/R/idr UI-2 – Allegato A
  4. Atto 918/2017/R/idr UI-2 e UI-3
  5. Atto 897/2017/R/idr UI-3 – Allegato A
  6. Atto 580/2019/R/idr UI-4 – Allegato A

Che tipo di consumi trovo in bolletta?

Per la fatturazione, il gestore deve utilizzare, anzitutto, le letture effettive del contatore, poi le autoletture eventualmente comunicate dall’utente e, solo in mancanza delle prime due, può ricorrere a consumi stimati.
Riferimenti:

  1. Atto 655/2015/R/idr art. 35

Come vengono calcolati i consumi stimati?

I consumi stimati sono calcolati prendendo come base il consumo medio annuo.

Il consumo medio annuo è calcolato una volta all’anno entro il 31 luglio, come differenza tra le ultime due letture disponibili che coprono un periodo di almeno 300 giorni, moltiplicato per il tasso tendenziale di variazione del consumo annuo negli ultimi 3 anni osservato fino all’anno precedente nell’ATO di competenza (fino alla definizione di una serie storica significativa, il tasso tendenziale di variazione è transitoriamente posto pari ad 1) .

Ad esempio, a regime, se per un utente le ultime due letture disponibili risalgono al 31 marzo 2015 (1.100 mc) e al 1 febbraio 2016 (1.250 mc), e nell’ATO di competenza è stata osservata una variazione dei consumi tendenziale negli ultimi 3 anni di +1%, il consumo medio annuo per il 2017 sarà pari a

150 mc/305 gg * 365 gg * 1,01 = 181,30 mc

Se occorre stimare i consumi per il periodo gennaio-febbraio 2017, la stima potrà essere ad esempio  pari a: 181,30  mc/365 gg * 59 gg = 29,31 mc

Le modalità di calcolo dei consumi stimati possono differire da quella sopra esemplificata, tenendo eventualmente in considerazione anche gli effetti della stagionalità e i profili di consumo di differenti tipologie di utenza.
Riferimenti:

  1. Atto 655/2015/R/idr Allegato A
  2. Atto 218/2016/R/idr Allegato A

Come vengono calcolati i consumi dei servizi di fognatura e depurazione?

Ai fini dell’applicazione delle tariffe di fognatura e depurazione per le utenze domestiche e per le utenze non domestiche, in base alla legge, il volume dell’acqua scaricata è determinato in misura pari al volume di acqua fornita.

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