I soggetti passivi dell’Imu sono tenuti a presentare la relativa dichiarazione entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui è iniziato il possesso degli immobili. Nell’eventualità in cui non riesca a presentare la dichiarazione entro i termini, il contribuente può comunque adempiere all’obbligo dichiarativo entro il 29 settembre 2025 (dichiarazione tardiva). Se la dichiarazione viene trasmessa entro 90 giorni dalla scadenza, la sanzione è ridotta a un decimo del minimo previsto per l’omissione della dichiarazione. Oltre i 90 giorni e quindi oltre il 29 settembre, resta comunque possibile trasmettere la dichiarazione ma non sarà più ammesso beneficiare della riduzione sanzionatoria.
I proprietari non sono tenuti a presentare annualmente la dichiarazione, poiché i Comuni dispongono già delle informazioni necessarie attraverso i registri catastali.
I soggetti passivi sono tenuti a presentare la dichiarazione Imu anche mediante trasmissione telematica secondo le modalità fissate con apposito decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, previo parere dell’Anci. In linea generale, la dichiarazione Imu è richiesta solo nei casi in cui il Comune non disponga delle informazioni necessarie per determinare correttamente l’imposta. I casi più frequenti sono: immobili concessi in comodato d’uso a figli o genitori, per i quali è prevista una riduzione del 50% dell’imposta, fabbricati rurali ad uso strumentale, immobili oggetto di contratto di leasing, immobili dichiarati inagibili o sottoposti a ristrutturazione, che consentono l’applicazione della riduzione del 50% dell’Imu.
