Approfondimento IMUIMU

IMU 2024, ENTRO LUNEDI’ 17 GIUGNO SI PAGA LA PRIMA RATA

Print Friendly, PDF & Email

E’ fissata per lunedì 17 giugno la scadenza dell’acconto Imu 2024, l’imposta municipale unica sugli immobili. Come già nelle precedenti occasioni, sono esenti dal pagamento le abitazioni principali e relative pertinenze, fatta eccezione per quelle di lusso. Ed è confermata la riduzione del 25% dell’Imu per gli immobili affittati a canone concordato. Anche per quest’anno si applica l’esenzione Imu per gli immobili occupati abusivamente e quindi non utilizzabili né disponibili, a patto che sia stata presentata denuncia all’autorità giudiziaria per violazione di domicilio o che sia iniziata l’azione giudiziaria per occupazione abusiva.

L’Imu va pagata in due rate. Entro il 17 giugno si versa l’acconto del 50%, e il saldo restante entro il 16 dicembre. Per l’acconto, se non ci sono state variazioni nella consistenza immobiliare, è sufficiente sommare l’Imu pagata nel 2023 tra prima e seconda rata e versare il 50% di questo importo. Se ci sono state variazioni nella situazione patrimoniale nel corso del 2023 o del 2024, è necessario tenerne conto, ma applicando per l’acconto ancora l’aliquota fissata dal Comune per il 2023. I contribuenti possono anche applicare l’aliquota 2024, nei rarissimi casi in cui l’aliquota sia stata già abbassata rispetto al 2023. I Comuni devono deliberare, in ogni caso, entro il 28 ottobre l’aliquota per l’anno in corso.

Devono versare l’Imu tutti i proprietari di immobili situati in Italia e tutti coloro che sono titolari di un diritto reale di godimento: come l’usufruttuario o chi ha un diritto d’abitazione, di uso, enfiteusi e superficie. In caso di separazione o divorzio, il versamento tocca al coniuge assegnatario dell’immobile, anche se non proprietario. L’imposta va versata anche dalle società per tutti gli immobili di qualunque categoria, anche se utilizzati per esercitare un’attività. Sono esenti, invece, gli immobili- merce, costruiti per la vendita e rimasti invenduti. Nel caso di più comproprietari, l’Imu è pagata da ciascuno in proporzione alla propria quota. L’esenzione per l’abitazione principale si applica solo a chi vi dimora e ha la residenza anagrafica, gli eventuali altri comproprietari che non vi risiedono devono pagare l’imposta. Il tributo riguarda, quindi, gli immobili abitativi a disposizione, come quelli affittati e sfitti. L’Imu si paga anche per negozi, uffici, capannoni, depositi e per le aree fabbricabili. In questo caso, conta il valore commerciale al 1° gennaio 2024. L’Imu si paga anche sui terreni agricoli, seppure incolti.  Sono esenti, invece, i terreni, da chiunque posseduti, se ubicati nei Comuni classificati come montani o di collina in base alla circolare ministeriale n.9 del 14 giugno 1993. Sono esenti anche i terreni agricoli posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, ubicati in qualunque altro Comune.