IMU

IMMOBILI RIDOTTI IN RUDERI, SPESSO I PROPRIETARI DECIDONO DI ABBANDONARLI ALLA ROVINA PER EVITARE DI PAGARE L’IMU

Il numero degli edifici collabenti cresce costantemente nel tempo. Si tratta degli immobili inutilizzabili, dei veri e propri ruderi privi di tetto, fabbricati totalmente in rovina che non sono tenuti a pagare l’Imu. Dal 2011, ultimo anno pre Imu, sono cresciuti del 126% e nel 2024 le unità collabenti sono 629.022, con un incremento dell’1,5% sull’anno precedente. L’aumento vertiginoso rispetto al 2011 lascia pensare che molti di questi immobili siano stati abbandonati e lesionati volontariamente perché, non avendo mercato, i proprietari preferiscono spogliarsi della proprietà ed evitare di pagare l’Imu. Le azioni volontarie si configurano spesso nella rimozione del tetto per sfuggire alla tassazione patrimoniale. Inoltre i proprietari che volessero riqualificare questi immobili oggi si trovano a fare i conti con bonus fiscali molto meno generosi che nel recente passato e questa situazione di “degrado sociale” rischia di aggravarsi.  A livello provinciale, il maggior numero di unità collabenti si trova a Frosinone con 32.023, seguita da Cosenza con 23.338, Messina con 18.879, Torino con 16.165 e Cuneo con 15.564. Per quanto riguarda i Comuni capoluogo, al primo posto della graduatoria c’è Palermo con 3.787 unità, seguita da Palermo con 2.537, Messina con 1.969, Ragusa con 1.951e Roma con 1.795. Dal 2020 al 2024 la provincia con il maggior incremento percentuale di edifici collabenti è Napoli con un + 24%.