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IL TAR SICILIA: “SE NON SI PAGANO I TRIBUTI LOCALI IL COMUNE PUO’ SOSPENDERE LA LICENZA”

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Nei casi di omesso pagamento dei tributi locali, è giusto sospendere le licenze per lo svolgimento di attività produttive o commerciali. Lo ha affermato il Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, prendendo in considerazione un’ordinanza emanata da un Comune che ha sospeso un’attività artigianale svolta da una società per mancato pagamento della Tari. Per i giudici amministrativi l’ordinanza che sospende l’attività è legittima.

Il provvedimento del Comune- spiega il Tar- trova il proprio fondamento nell’articolo 15 ter del decreto legge 34/2019, il quale prevede che le amministrazioni pubbliche territoriali che hanno la competenza per rilasciare licenze, autorizzazioni, concessioni e relativi rinnovi, riguardanti attività commerciali o produttive, possono disporre che il rilascio o il rinnovo e la permanenza in esercizio siano subordinati alla verifica della regolarità del pagamento dei tributi locali da parte dei soggetti interessati. Il giudice amministrativo smentisce anche la tesi del ricorrente, secondo cui la suddetta norma di legge presuppone che vi sia stato un accertamento definitivo sulla violazione commessa.

Il Tribunale ha giudicato infondata la tesi della società, secondo cui la norma primaria non consentirebbe all’ente impositore di prevedere la sospensione dell’attività produttiva come misura cautelare. Secondo il Tribunale amministrativo, invece, l’articolo 3 del regolamento comunale è del tutto in linea con la disposizione, che attribuisce all’ente il potere di sospendere temporaneamente i provvedimenti autorizzatori nell’attesa dell’adozione del provvedimento definitivo di revoca.

Dall’articolo 15 ter, si evince che è attribuito alle amministrazioni locali il potere sia di revocare le licenze sia di disporre la sospensione temporanea delle stesse, qualora i contribuenti non provvedano al pagamento delle imposte locali.