Il Comune è sempre tenuto a concludere un procedimento amministrativo?

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Ti stai chiedendo se l’Ente è sempre obbligato a portare a conclusione un determinato procedimento amministrativo?

– la giurisprudenza, in più occasioni, ha escluso, argomentando dall’art. 7 comma 1 c.p.a., la possibilità di sindacare, con lo speciale rito del silenzio, la mancata adozione, da parte degli organi titolari del relativo potere, di atti normativi (leggi, atti aventi forza di legge, regolamenti) in quanto, in relazione a tali atti, non è configurabile un obbligo giuridico di provvedere a fronte del quale possa maturare un silenzio – inadempimento suscettibile di sindacato giurisdizionale;

– vengono, infatti, in rilievo ambiti riferibili all’esercizio di una potestà normativa nei quali l’amministrazione esprime scelte di natura politica e in cui la discrezionalità investe, addirittura, l’an del provvedere di talchè a fronte della predetta discrezionalità non sono configurabili interessi pretensivi meritevoli di giuridica tutela (Cons. Stato n. 6096/17; Cons. Stato n. 273/15; TAR Lazio Roma n. 12586/19, TAR Lazio n. 500/19, TAR Sicilia – Catania n. 1628/17, TAR Bologna n. 186/14);

– nel medesimo senso, all’esercizio della potestà normativa, per le peculiari formalità che lo caratterizzano, non risultano applicabili gli stringenti termini previsti, in generale, dall’art. 2 l. n. 241/90 per l’adozione di atti amministrativi non aventi natura normativa;

– contrariamente a quanto dedotto dalle ricorrenti, poi, con la deliberazione n. 130 del 24/11/21 la Giunta comunale non si è autovincolata alla conclusione del procedimento in esame;

– infatti, con la delibera in esame la Giunta si è limitata ad “autorizzare gli Uffici affinché possano procedere all’individuazione di un soggetto in possesso dei requisiti necessari alla predisposizione della relazione di stima da sottoporre alla approvazione dell’Amministrazione” e ad incaricare gli Uffici stessi di provvedere ai consequenziali adempimenti;

– pertanto, la Giunta ha solo autorizzato il conferimento dell’incarico al professionista ma non si è impegnata a recepirne i risultati e, a monte, a concludere il procedimento di revisione con un provvedimento espresso dal momento che anche la mancata adozione di un atto finale costituisce legittima espressione dell’ampia discrezionalità che caratterizza la potestà normativa;

– in ogni caso, risulta di problematica fondatezza la tesi per cui l’eventuale autovincolo in ordine all’esercizio di attività normativa sarebbe sufficiente per radicare interessi pretensivi tutelabili in sede giurisdizionale non risultando coerente con l’ampia discrezionalità che caratterizza la potestà normativa, in ordine all’an, quando e quomodo del suo esercizio, qualsiasi limitazione, anche autoimposta, non prevista dalla normativa di rango primario;

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