Corte d’ Appello di Genova – Sez. I – Civile – Sentenza n. 694 del 31/5/2025
Parte appellante con la seconda censura lamenta l’illegittimità ed erroneità della sentenza impugnata nella parte in cui ha confermato la sanzione irrogata ritenendo l’occupazione abusiva. ribadisce che la fonte dell’occupazione è la Legge dello Stato e che la normativa CUP troverebbe applicazione solo per gli spazi e per le aree appartenenti agli enti locali. La legittimità del titolo di occupazione ed attraversamento escluderebbe, in sostanza, qualsiasi ipotesi di abusività anche perché la medesima condotta consentita per legge non potrebbe essere lecita per lo Stato e abusiva secondo l’Ente Locale.
La censura è infondata.
L’appellante sovrappone due distinti piani, ovvero quello relativo alle disposizioni di legge che hanno previsto la realizzazione delle infrastrutture autostradali, incluse tutte le concessioni annesse, al diverso profilo della l’occupazione di spazi e aree pubbliche proiezione dei manufatti autostradali e da questi distinti. Il Supremo Collegio ha avuto modo di pronunciarsi a più riprese sul punto e ha anche di recente ribadito come “il canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche (COSAP) è sempre dovuto dalla concessionaria incaricata della gestione del servizio autostradale in relazione al viadotto ricompreso nell’infrastruttura, poiché il fine e il vincolo di natura pubblicistica che pur contrassegnano l’opera gestita non valgono a rendere la concessionaria – che persegue in autonomia un proprio fine di lucro – una mera “longa manus” dell’amministrazione statale, non potendo perciò fruire delle esenzioni riservate alle occupazioni di suolo attuate da parte di quest’ultima” (Cass. Ord. 15010/2023).
Va quindi rigettata anche la seconda censura di appello.
