Fabbricati “D” non accatastati: coefficienti per Imu e Impi 2021

Aggiornati gli elementi per calcolare il valore degli immobili e la base imponibile delle due imposte. L’adeguamento avviene con cadenza annuale con decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze

In rete, sul sito del dipartimento delle Finanze, in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il decreto direttoriale 7 maggio 2021, che aggiorna i coefficienti 2021 da utilizzare per il calcolo dell’imposta municipale propria (Imu) e dell’imposta immobiliare sulle piattaforme marine (Impi), relative ai fabbricati del gruppo catastale “D”, ossia immobili a destinazione speciale comeopifici, alberghi, ospedali, capannoni e palestre.

In particolare, si tratta di immobili non iscritti in Catasto, posseduti interamente da imprese e distintamente contabilizzati, e per i quali non è stata ancora chiesta l’attribuzione della rendita.
Per questa categoria di fabbricati, fino all’anno della loro iscrizione in Catasto e attribuzione della rendita, la base imponibile è determinata con riferimento ai costi di acquisto o di costruzione risultanti dalle scritture contabili, all’inizio di ciascun anno solare, o se successiva, alla data di acquisizione dell’unità immobiliare (articolo 1, comma 746, Bilancio 2020) applicando i coefficienti aggiornati con decreto del ministro delle Finanze.
Il Mef, nell’adeguamento relativo ai valori validi per il 2021, ha tenuto conto dei dati Istat sull’andamento del costo di costruzione di un capannone.

Gli stessi coefficienti, dallo scorso anno, sono utilizzabili anche per fissare il valore delle piattaforme marine e calcolare la nuova imposta Impi, introdotta dall’articolo 38 del collegato fiscale alla legge di bilancio 2020 (Dl n. 124/2019), la cui base imponibile è calcolata applicando le stesse regole previste per l’Imu.

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