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ESENZIONE TARI PER RIFIUTI SPECIALI, COME SI OTTIENE

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Le imprese, quindi, devono dimostrare la produzione di rifiuti speciali e l’esistenza dei presupposti per poter usufruire della detassazione di quelli che vengono definiti imballaggi terziari. Per avere diritto alla detassazione di parte delle superfici di vendita di un supermercato occorre determinare l’entità effettiva di quelle in cui vengono prodotti gli imballaggi terziari, in quanto si tratta di rifiuti speciali esonerati dalla Tari. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo regionale per l’Emilia Romagna, con la sentenza 50/2024.

Quella che deve essere documentata è l’entità effettiva delle superfici in cui vengono prodotti solo rifiuti speciali, «quali sono quelli derivanti da imballaggi terziari, e non rifiuti urbani o assimilati, nei quali risultano inclusi, invece, gli imballaggi primari e gli imballaggi secondari». Nella grande distribuzione e nelle corsie di vendita dei supermercati, l’attività genera in prevalenza la produzione di imballaggi primari (involucri contenenti la merce esposta negli scaffali) e di imballaggi secondari (involucri contenenti più imballaggi primari) e non già imballaggi terziari, ovvero i dispositivi che sono utilizzati per la movimentazione della merce. Gli imballaggi primari e secondari devono essere considerati rifiuti urbani. Le superfici produttive di rifiuti speciali, per poter essere esonerate dalla Tari, devono quindi presentare una dichiarazione al Comune che può imporre al contribuente di inoltrare ogni anno la richiesta di esenzione.

Lo stesso contribuente deve fornire la dimostrazione che le superfici indicate nella dichiarazione producano prevalentemente rifiuti speciali.

Inoltre, è necessario provare che le aree sono utilizzate come deposito di materie prime e merci. In ogni caso, la quota fissa della Tari è sempre dovuta indipendentemente dalla produzione di rifiuti speciali. Le imprese che producono rifiuti speciali sono tenute a pagare la quota fissa perché serve a finanziare i costi complessivi del servizio. L’esonero dal pagamento è limitato solo alla quota variabile.