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CARTELLE, SPRINT SUI RECUPERI CON 2,5 MILIARDI DI FATTURE

Giocare d’anticipo con i contribuenti che non saldano i conti delle cartelle esattoriali. E’ l’obiettivo del Fisco, la cui spinta a migliorare il tasso di precisione dei pignoramenti presso terzi arriva dall’ultima manovra, che mette a disposizione dell’agente pubblico della riscossione i 2,5 miliardi di fatture elettroniche presenti nel database dell’Agenzia delle Entrate. Una procedura su cui si sta già lavorando per definire tutti i passaggi. L’obiettivo è quello di colpire i crediti commerciali vantati dai debitori morosi con la riscossione. A questo servono i dati delle fatture elettroniche: sapere quanti pagamenti attende di incassare il contribuente in debito con il Fisco, in modo da intercettarli e bloccarli. E’ questo il passo in avanti a disposizione dell’amministrazione finanziaria con la possibilità di disporre di una base dati molto ampia come quella della fattura elettronica. L’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione di quella della riscossione i dati della somma dei corrispettivi delle fatture, emesse nel semestre precedente dai debitori iscritti a ruolo, ma anche dai loro coobbligati nei confronti di uno stesso acquirente o committente. Un’estensione dell’attuale perimetro di utilizzabilità dei dati della fattura elettronica in chiave antievasione finora consentito solo alla Guardia di Finanza per le funzioni di politica economica, all’Agenzia delle Entrate e sempre alle Fiamme Gialle per le attività di analisi del rischio a fini fiscali. Ma per la riscossione arriverà un pacchetto di informazioni semestrali. Le informazioni acquisite dovranno essere elaborate e utilizzate per colpire l’evasione derivante dai dai mancati pagamenti dei debiti iscritti a ruolo e soprattutto i contribuenti con un elevato rischio di frode. Un modo per utilizzare il pignoramento presso terzi a colpo sicuro. Le ultime cifre a disposizione parlano di 600mila pignoramenti nel 2024 che hanno portato a incassi complessivi per 1,3 miliardi. Guardando alla relazione tecnica della manovra solo il 22,3% delle procedure eseguite è stato efficace portando a un valore medio di recuperi di 10.500 euro. La relazione tecnica ipotizza che con il nuovo sistema si potrà ottenere un effetto leva portando l’indice di efficacia al 44,6%, esattamente il doppio.