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CHE COSA E’ L’IMPOSTA DI SOGGIORNO?  Si tratta di un’imposta che ogni ospite deve pagare per ogni notte trascorsa in alberghibed and breakfastostelli e campeggi; un contributo fisso il cui costo varia da città a città. Solitamente si addebita come un extra da aggiungere al costo complessivo della camera e dei servizi offerti durante il soggiorno.  Alcuni Comuni hanno introdotto una tassazione fissa, altri hanno scelto di variare i costi in base alla categoria dell’alloggio e ai costi extra forniti durante il soggiorno. Turisti e viaggiatori che soggiornano nelle principali città italiane vedranno, quindi,  addebitarsi da 1 a 5 euro a persona per ogni giorno di pernottamento, da corrispondere in contanti o con carta di credito direttamente al gestore della struttura alberghiera con rilascio di ricevuta o fattura.

CHI LA PAGA? Il pagamento deve essere eseguito da chi alloggia nelle strutture ricettive presenti sul territorio comunale. L’imposta va versata al gestore della struttura. L’imposta si intende assolta al momento del pagamento con emissione di ricevuta nominativa non fiscale oppure fattura fiscale indicando l’importo come “operazione fuori campo applicazione I.V.A.“.  In alternativa, i gestori potranno rilasciare una ricevuta nominativa a parte con l’indicazione della sola imposta di soggiorno. Le tempistiche di dettaglio relative al versamento del tributo sono stabilite dal Regolamento comunale.

PERCHE’ SI PAGA?  Va corrisposta per finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché dei relativi servizi pubblici.

COME SI CALCOLA E’ stata individuata la misura massima dell’aliquota, nonché le modalità di modulazione della medesima, per cui il tributo deve applicarsi “secondo criteri di gradualità in proporzione al prezzo, sino a 5 euro per notte di soggiorno. I Comuni che in Italia hanno istituito l’imposta di soggiorno hanno usato formule, modalità applicative, esenzioni tra loro molto diverse. Le situazioni comprendono tre tipologie:

  • quota fissa differenziata per tipologia di struttura ricettiva e categoria (la formula più diffusa);
  • quota differenziata in base al costo della camera;
  • quota unica, uguale per tutti gli alberghi.

I regolamenti comunali variano per i soggetti dell’imposta, la durata del soggiorno cui si applica, le eventuali esenzioni dal tributo. Alcune località applicano l’imposta fino al 30º giorno di pernottamento, in altre località si paga solo per le prime 5 notti, in altre non vi è alcuna menzione di un limite massimo di pernottamenti consecutivi tassati. Possono ricorrere esenzioni dal pagamento dell’imposta: gli under-14 e gli over-65; (per alcuni comuni l’età si abbassa a 12 anni )i diversamente abili; coloro che si recano nelle strutture sanitarie pubbliche o private del comune in regime di ricovero, per effettuare terapie o visite specialistiche, con estensione del beneficio a uno o due accompagnatori da questi indicati; i dipendenti della pubblica amministrazione e i pubblici ufficiali in servizio; quanti sono alloggiati per far fronte a situazioni di emergenza.

CHI OPERA IL PRELIEVO? Il decreto legislativo n. 23 del 2011 subordina l’introduzione dell’imposta di soggiorno all’inserimento del comune, nel quale si intende istituirla, in un elenco delle località turistiche che le regioni sono chiamate a predisporre. Spetta esclusivamente alla Regione l’accertamento dell’effettiva vocazione turistica del Comune nel quale si intende istituire l’imposta di soggiorno, nonché il compito di predisporre i relativi elenchi. Il prelievo è operato dalle strutture ricettive nella qualità di agenti contabili.

QUANDO E COME VENGONO RIMESSE LE SOMME AI COMUNI ? Vi è obbligo di comunicazione da parte dei gestori delle strutture ricettive all’amministrazione comunale dei dati relativi ai flussi degli ospiti.  I tempi e i modi di riscossione non sono standardizzati e variano:

  • per quanto riguarda i tempi: da un versamento mensile da effettuarsi entro il 15º giorno del mese successivo, a scadenza trimestrali, a un pagamento unico al termine della stagione estiva. I titolari delle attività hanno la possibilità di optare fra molteplici possibilità di pagamento, ovvero di rateizzare gli importi in situazioni di crisi economica.
  • per quanto riguarda la modalità: cartaceo su moduli dedicati o a scorporata in fattura, ovvero pagamento online su piattaforma PagoPa o sul sito del Comune o di un’unione di Comuni.

CI VUOLE UNA DICHIARAZIONE? I gestori delle strutture ricettive hanno l’obbligo di presentare al Comune, entro il 30 gennaio di ciascun anno, con riferimento all’anno precedente, una dichiarazione annuale con il dettaglio su base mensile:

  • del numero degli ospiti che hanno pernottato nella struttura nel periodo di riferimento
  • del numero degli ospiti esenti e la relativa causale
  • dell’imposta dovuta e degli estremi dei versamenti effettuati
  • ogni eventuale ulteriore informazione utile ai fini del computo dell’imposta.

Ogni struttura ricettiva deve effettuare la propria dichiarazione.

  • in caso di struttura aperta, la dichiarazione deve essere presentata anche se per il periodo considerato non ci sono stati pernottamenti o ci sono stati pernottamenti di soggetti esenti dal pagamento dell’imposta.

Le dichiarazioni devono essere conservate fino al 31 dicembre del quinto anno successivo alla loro compilazione, in formato elettronico, dai gestori delle strutture ricettive e messe a disposizione dell’Amministrazione comunale in caso di accertamenti. Il gestore della struttura ricettiva è tenuto ritirare e conservare le autocertificazioni rilasciate dagli ospiti che non hanno versato l’imposta perché esenti, oltre a ritirare e trasmette al Comune le autocertificazioni rilasciate dagli ospiti che non hanno versato l’imposta per inadempienza.

QUANDO SI TRASMETTE IL CONTO DELLA GESTIONE DELL’AGENTE CONTABILE? I gestori delle strutture ricettive normativamente preposti alla riscossione dell’imposta di soggiorno, sono qualificabili come agenti contabili di fatto. La qualifica di agente contabile si fonda sul presupposto essenziale della materiale disponibilità di denaro di pertinenza pubblica (cosiddetto maneggio di denaro). L’agente contabile deve trasmettere annualmente il conto della propria gestione al Comune redatto sul modello 21 approvato con Decreto del Presidente della Repubblica 31/01/1996, n. 194 entro 30 giorni dalla chiusura dell’esercizio finanziario. Il modello va compilato registrando tutti i movimenti che si sono svolti nell’anno solare. Nel conto della gestione dovranno essere riportati, in modo consequenziale:

  • le somme effettivamente riscosse nei periodi indicati e gli estremi della riscossione
  • le somme riversate al Comune ed i relativi estremi (dovrà essere compilato solo il rigo relativo al mese nel quale è stato effettuato il riversamento).

Il totale delle colonne “estremi di riscossione” e “versamento in tesoreria“” dovranno necessariamente coincidere. Una volta ricevuta la documentazione, entro 60 giorni dall’approvazione del rendiconto il Comune trasmetterà il conto degli agenti contabili alla Corte dei Conti per il controllo di competenza (Decreto legislativo 18/08/2000, n. 267, art. 93 e art. 233).

NORME DI RIFERIMENTO La L.n.42/2009 sul federalismo fiscale comunale introdusse l’idea in ambito turistico della istituzione dell’imposta di soggiorno per mezzo di due norme: la prima è il decreto legge 31 maggio 2010 n. 78, valido solo per la città di Roma, la seconda è il decreto legislativo 14 marzo 2011 n. 23, contenente i principi che avrebbero definito i punti cardine dell’imposta di soggiorno oggi in vigore. Le tariffe, le esenzioni e le varie scadenze dell’imposta di soggiorno sono decise dalle varie amministrazioni locali in seduta di consiglio comunale. Si ricorda inoltre, Il ruolo del gestore è quello di applicare l’imposta ai turisti, incassarla e riversarla nelle casse comunali. La conseguenza è che in questo modo il gestore diventa, a tutti gli effetti, un agente contabile.

FAQ – Come si calcola l’Imposta di Soggiorno ? Si moltiplica il numero degli ospiti, escluso il numero degli esenti, per il numero dei loro pernottamenti.(Può essere previsto un numero massimo di notti). Il risultato ottenuto si moltiplica per la tariffa corrispondente alla propria categoria.

Quando deve essere richiesto il pagamento dell’imposta all’ospite?  Di regola l’imposta deve essere riscossa dal gestore della struttura ricettiva al termine del soggiorno dell’ospite. In caso di soggiorno di “lunga durata” l’imposta sarà richiesta all’ospite in occasione del primo pagamento.

Versamenti e dichiarazione: come si deve comportare il legale rappresentante di più strutture ricettive?  Il legale rappresentante dovrà provvedere ad eseguire versamenti e dichiarazione distinti per ogni struttura. Invece la registrazione sul portale è unica. Al momento della dichiarazione il sistema gli consentirà di scegliere per quale delle sue strutture presentarla.

Gli accordi commerciali tra tour operator e strutture ricettive hanno rilevanza sugli obblighi dell’Imposta di Soggiorno?  Essi hanno rilevanza solo fra le parti e non incidono sulle scadenze e obblighi per l’Imposta di Soggiorno. Pertanto, l’imposta per gruppi di viaggi organizzati da tour operator dovrà essere richiesta agli ospiti alla fine del loro soggiorno indipendentemente dagli accordi commerciali.

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