LA RISPOSTA

MA SI PAGA L’IMU QUEST’ANNO?  Ecco tutto ciò che c’è da sapere sull’ IMU

QUANDO si paga ?  Anno nuovo, nuova IMU, anzi SuperIMU. Dal 1 gennaio 2020, niente più TASI né IUC (abolite). Pagheranno l’IMU solo le seconde case, le pertinenze e gli immobili di lusso (A1/A8/A9). Ma si deve pagare anche con il COVID? Per ora nessuna legge a prorogare la scadenza ma molti Comuni hanno già deciso di sospendere il versamento. È però probabile che il Governo sposti tutto al 30 giugno. Sicuramente, si assisterà al rinvio della prima rata del 16 giugno ma ad oggi nessun provvedimento ufficiale. Cosa fare allora? La rete ci viene in soccorso: saranno i siti dei Comuni a pubblicare le decisioni degli Enti su proroghe o spostamenti.

CHI deve pagare la nuova IMU?  La nuova IMU deve essere pagata dai proprietari di abitazioni (o chi ne ha altri diritti di godimento), il concessionario di aree demaniali e il locatario di immobili in leasing. Il fabbricato deve esser iscritto al catasto e avere la rendita catastale. In caso di nuova costruzione, l’Imu è dovuta a partire dalla data di ultimazione dei lavori o, se precedente, dalla data di utilizzo dell’immobile.

QUANTO si paga per la nuova IMU?

Ogni Comune potrà aumentare l’aliquota base potrà essere aumentata sino al 10,6 per mille ma anche diminuirla o addirittura azzerarla a seconda delle esigenze finanziarie. Le voci che compongono la nuova IMU:

  • Per l’abitazione principale di lusso (A1, A8 e A9) e le relative pertinenze, l’aliquota base è dello 0,5% che il Comune può azzerare o aumentare al massimo allo 0,6%. Spetta però una detrazione di 200 euro da dividere proporzionalmente tra chi deve pagare l’Imu.

  • L’aliquota di base per i terreni agricoli è pari allo 0,76% e i Comuni, possono azzerarla o aumentarla sino allo 1,06%.

  • Per le case non utilizzate come abitazione principale l’aliquota di base è pari allo 0,86% e i Comuni possono azzerarla o aumentarla sino all’1,06%. I Comuni inoltre, potranno aumentare ulteriormente questa aliquota portandola all’1,14% in sostituzione della Tasi che sparirà dal 2020. Questo fa sì che, conti alla mano la nuova tassa potrebbe essere più cara di quanto abbiamo pagato fino a ora sommando Imu e Tasi.

  • Infine per le abitazioni locate a canone concordato l’imposta, determinata applicando l’aliquota stabilita dal Comune ai sensi del comma 17, è ridotta al 75%.

Se si volesse pagare in due rate la nuova Imu, l’acconto sarebbe pari alla metà di quanto pagato di IMU e TASI nel corso del 2019; la seconda rata, invece, dovrà essere calcolata in base alle aliquote pubblicate sul sito del Ministero delle Finanze entro il 28 ottobre di ogni anno.

QUANDO non si paga la nuova Imu?

Vengono considerate abitazioni principali:

  • le unità immobiliari delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari e quelle destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in assenza di residenza anagrafica;

  • gli alloggi sociali adibiti ad abitazione principale;

  • la casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli, a seguito di provvedimento del giudice;

  • un solo immobile, posseduto e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica.

I comuni possono considerare direttamente adibita ad abitazione principale l’unità immobiliare posseduta da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata. Questo tipo di agevolazione è concessa per un solo immobile.

Sarà esentato dal pagamento della nuova IMU chi detiene un solo immobile adibito ad abitazione principale (a patto che questo rientri nelle categorie catastali A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 e A/7). Allo stesso modo, sono esentate anche le pertinenze appartenenti alle categorie catastali C/2, C/6 e C/7.

COME DICHIARARE L’IMU  Entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini dell’imposta, va presentata la dichiarazione. Occorre aspettare un decreto ministeriale che stabilisca i casi in cui è obbligatorio presentarla e il modello da utilizzare.

Come si paga

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