Ma quest’anno…l’IMU si paga?

Al tempo del Coronavirus, è stato sospeso o, addirittura, cancellato il versamento dell’Imu?

Ecco tutto ciò che serve di sapere sull’universo IMU

L’arrivo del nuovo anno ha portato con sé anche la nuova Imu, o Super Imu come pure è stata ribattezzata da molti.

Dal 1 gennaio 2020, difatti, è stata abolita la Tasi e, con essa, la IUC (imposta unica comunale), che non esiste più per essere ricompresa nella nuova IMU, con la possibilità di nuovi aumenti per la tassa sulla seconda casa.

Fatta eccezione per gli immobili di lusso accatastati come A1, A8 o A9 e dichiarati quali prime case, l’IMU rimane un’imposta sulle seconde case e relative pertinenze. 

Nel pieno di questa emergenza epidemiologica da Covid19, però, la domanda che si pongono in tanti è se si debba pagare o meno la nuova Imu.

Per ora, la sospensione del pagamento dei tributi locali, tra cui anche la nuova Imu, non è ancora ufficiale perché non è ancora intervenuta alcuna norma ma molti comuni hanno scelto autonomamente di sospendere il versamento dei tributi comunali.

Nel nuovo Decreto Rilancio che il Governo ha varato l’altra sera, ma senza che il testo sia stato ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, dovrebbe esserci anche la sospensione del pagamento della nuova IMU, con uno slittamento al 31 maggio o al 30 giugno, anche se inizialmente si parlava pure del termine ultimo del 30 novembre 2020.

Ciò che appare sicuro, al momento, è il rinvio del termine del versamento dell’acconto IMU, o della prima rata, finora fissato al 16 giugno, ma anche su questo bisognerà attendere la norma statale, e poi eventualmente le decisioni dei vari comuni, per verificare a quando slitterà. Allo stesso modo, bisognerà vedere se ci saranno novità anche relativamente alla scadenza della seconda rata prevista per il 16 dicembre, anche se adesso appare prematuro.

Ecco perché è indispensabile che ognuno consulti il sito istituzionale del proprio comune di residenza per verificare le singole decisioni in merito alla sospensione o meno del pagamento della nuova IMU, ed i nuovi termini di scadenza.

Chi deve pagare la nuova IMU?

La Legge di Bilancio 2020 ha stabilito che la nuova IMU deve essere pagata dai proprietari di abitazioni (o chi ne ha altri diritti di godimento), il concessionario di aree demaniali e il locatario di immobili in leasing.

Il fabbricato deve esser iscritto al catasto e avere la rendita catastale, in caso di nuova costruzione l’Imu è dovuta a partire dalla data di ultimazione dei lavori di costruzione o, se precedente, dalla data di utilizzo dell’immobile.

Quanto si paga la nuova IMU?

La nuova Imposta Municipale Unica avrà un’aliquota base dell’8,6 per mille ma senza alcun risparmio per i contribuenti, dal momento che ogni Comune dovrà incassare lo stesso gettito derivante fino allo scorso anno dalla somma di Imu e Tasi.

Detta aliquota base potrà essere aumentata fino a un massimo di 2 punti, dunque fino al 10,6 per mille, mentre al ribasso potrebbe essere diminuita a seconda delle esigenze finanziarie del Comune ove insiste l’immobile, addirittura fino al suo azzeramento laddove possibile.

Ma ecco, nel dettaglio, le voci che compongono la nuova IMU:

  • Per l’abitazione principale di lusso (accatastata come A1, A8 e A9) e le relative pertinenze, l’aliquota base è dello 0,5% che il Comune può azzerare o aumentare al massimo allo 0,6%. Spetta però una detrazione di 200 euro da dividere proporzionalmente tra chi deve pagare l’Imu.
  • L’aliquota di base per i terreni agricoli è pari allo 0,76% e i Comuni, possono azzerarla o aumentarla sino allo 1,06%.
  • Per le case non utilizzate come abitazione principale l’aliquota di base è pari allo 0,86% e i Comuni possono azzerarla o aumentarla sino all’1,06%. I Comuni inoltre, potranno aumentare ulteriormente questa aliquota portandola all’1,14% in sostituzione della Tasi che sparirà dal 2020. Questo fa sì che, conti alla mano la nuova tassa potrebbe essere più cara di quanto abbiamo pagato fino a ora sommando Imu e Tasi.
  • Infine per le abitazioni locate a canone concordato l’imposta, determinata applicando l’aliquota stabilita dal Comune ai sensi del comma 17, è ridotta al 75%.

Qualora il cittadino decidesse di pagare in due rate la nuova Imu, l’acconto sarebbe pari alla metà di quanto pagato di IMU e TASI nel corso del 2019; la seconda rata, invece, dovrà essere calcolata in base alle aliquote pubblicate sul sito del Ministero delle Finanze entro il 28 ottobre di ogni anno.

Ma su cosa non si paga la nuova Imu?

Vengono considerate abitazioni principali:

  • le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari e quelle destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in assenza di residenza anagrafica;
  • gli alloggi sociali adibiti ad abitazione principale;
  • la casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli, a seguito di provvedimento del giudice;
  • un solo immobile, posseduto e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica.

I comuni possono considerare direttamente adibita ad abitazione principale l’unità immobiliare posseduta da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata. Questo tipo di agevolazione è concessa per un solo immobile.

Come accadeva in passato, è esentato dal pagamento della nuova IMU chi detiene un solo immobile adibito ad abitazione principale (a patto che questo rientri nelle categorie catastali A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 e A/7). Allo stesso modo, sono esentate anche le pertinenze appartenenti alle categorie catastali C/2, C/6 e C/7.

La dichiarazione Imu

La dichiarazione IMU va presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta. Occorre aspettare un decreto ministeriale che stabilisca i casi in cui è obbligatorio presentarla e il modello da utilizzare.

Nuova IMU: come si paga

Il pagamento della nuova IMU 2020 potrà essere effettuato tramite bollettino, tramite modulo F24 oppure online, attraverso il sistema PagoPA.

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