Cos’è la rendita catastale?

Cosa significa visto che ne sentiamo parlare molto spesso??

Ecco ogni spiegazione…….

La rendita catastale è un valore fiscale utilizzato per determinare il valore di un immobile, quale ad esempio un fabbricato, un’abitazione con giardino, un appartamento, un locale commerciale o un capannone.

Essa viene definita, sostanzialmente, sulla base di due elementi: la dimensione dell’immobile (numero dei vani, la superficie e la volumetria) e la zona censuaria del Comune in cui è ubicato insieme alla sua tipologia.

Dalla rendita catastale derivano diversi valori:

– il valore fiscale dell’immobile in base al quale vengono determinate l’imposizione diretta e l’IMU (Imposta municipale unica sugli immbili);

– il valore catastale ai fini dell’imposta sulle successioni e donazioni, delle imposte ipotecaria e catastale;

– il valore erariale del bene e la sua redditività in termini erariali per determinare i valori di applicazione di una tassa o di un’imposta.

La rendita catastale è, in poche parole, il valore attribuito, con finalità fiscali, a tutti gli immobili in grado di produrre o generare reddito.

Come viene attribuita la rendita catastale ad un fabbricato?

Entro 30 giorni dal rilascio della certificazione di agibilità da parte del Comune, il proprietario, tramite un tecnico di fiducia, è obbligato a chiedere all’Agenzia del Territorio l’attribuzione della rendita catastale al proprio immobile, proponendo egli stesso una rendita che, se l’Agenzia del Territorio non rettifica entro un anno, diventa definitiva.

Per conoscere con esattezza la rendita catastale di un immobile, bisogna avere i dati catastali necessari per conoscere la rendita, ovvero comune, sezione, foglio, mappale (particella), sub (subalterni, che possono anche essere vari per ogni immobile.

È possibile ottenere i dati catastali anche direttamente dall’atto di compravendita dell’immobile (rogito) o chiedendo una visura catastale gratuita per indirizzo o per nominativo presso il catasto o la più vicina agenzia del territorio.

Rivalutazione della rendita catastale

Periodicamente avviene “l’adeguamento” delle rendite, soprattutto per i fabbricati modificati nel tempo o mai dichiarati al catasto, per quelli rurali che non sono più tali, e per gli immobili che hanno avuto un cambio di destinazione d’uso.

Di norma, la rivalutazione consiste nell’aumento del 5% del valore catastale, ad esempio, ai fini dell’imposta di registro o per l’IMU.

Valore catastale

Come abbiamo detto sopra, dalla rendita catastale si determina il valore catastale dell’immobile come base imponibile per il pagamento delle imposte. A seconda della destinazione d’uso del fabbricato, difatti, il valore catastale (detto anche “rendita catastale rivalutata”) si ottiene moltiplicando la rendita catastale per un coefficiente prestabilito che varia in relazione alla destinazione d’uso dell’immobile e alla categoria catastale di appartenenza.

Gli immobili di destinazione ordinaria sono suddivisi nei gruppi A, B, C:

  • gruppo A: unità ad uso residenziale;
  • gruppo B: immobili per usi collettivi;
  • gruppo C: immobili di destinazione commerciale.

Per gli immobili classificati nei gruppi catastali A, B, C (esclusi A10 e C1), dal 2012 il coefficiente moltiplicatore è 160 sia per la prima casa che per la seconda casa, ai fini del pagamento dell’IMU.

Per gli immobili di categoria A10 e D il coefficiente moltiplicatore è 63, per le categorie C1 ed E è 42,84.

Classe catastale

C’è un altro parametro che viene utilizzato per determinare la rendita catastale ed è la cosiddetta “classe catastale”, un valore che serve a differenziare ulteriormente gli immobili appartenenti allo stesso gruppo catastale in quanto tiene conto della rifinitura, dell’ampiezza dei vani e della dotazione di servizi.

Consistenza

Ancora un altro parametro per determinare la rendita castatale, è la “Consistenza Catastale” dell’immobile, ovvero la sua grandezza. Essa è espressa con unità di misura diverse a seconda della categoria di appartenenza:

  • categoria A, viene calcolata in vani;
  • categoria B, viene calcolata in metri cubi (m³)
  • categoria C, viene calcolata in metri quadrati (m²)

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